POSSO LIBERARMI DEI DEBITI CON LA BANCA E CON L’AGENZIA DELLE ENTRATE?

Sì, in presenza dei requisiti di legge anche i debiti verso banche, finanziarie e creditori pubblici possono entrare in una procedura di sovraindebitamento. Questo non significa che vengano cancellati automaticamente: il loro trattamento dipende dalla procedura scelta, dalle garanzie, dai privilegi e dal valore che i creditori potrebbero ottenere in un’alternativa liquidatoria Debiti con banche […]

Sì, in presenza dei requisiti di legge anche i debiti verso banche, finanziarie e creditori pubblici possono entrare in una procedura di sovraindebitamento. Questo non significa che vengano cancellati automaticamente: il loro trattamento dipende dalla procedura scelta, dalle garanzie, dai privilegi e dal valore che i creditori potrebbero ottenere in un’alternativa liquidatoria

Debiti con banche e finanziarie

Prestiti personali, carte revolving, scoperti di conto, cessioni del quinto e finanziamenti possono essere inseriti in un piano di ristrutturazione. Il Codice consente espressamente anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti derivanti da finanziamenti con cessione del quinto e da prestiti su pegno.

Quando il credito della banca è garantito da ipoteca, pegno o privilegio, valgono regole specifiche: nel piano del consumatore il credito garantito può essere soddisfatto anche non integralmente, ma deve essere assicurato almeno il valore che il creditore ricaverebbe dalla liquidazione del bene su cui insiste la garanzia, secondo l’attestazione dell’OCC.

Debiti fiscali e cartelle

Anche i debiti fiscali e quelli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione possono essere coinvolti nelle procedure previste dal Codice della crisi. L’ente pubblico non è, in linea generale, “fuori” dal sovraindebitamento. Il trattamento concreto dipende però dalla natura del credito, dall’eventuale privilegio e dallo strumento utilizzato.

È importante distinguere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che svolge la funzione di riscossione, dall’ente titolare del credito: dietro una cartella possono esserci Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni o altri enti. Questa distinzione incide sulla corretta ricostruzione della posizione debitoria.

Liberarsi dai debiti non significa cancellarli con una richiesta

Il risultato finale può essere una riduzione importante del debito e, nei casi previsti, l’inesigibilità della parte residua. Ma non esiste una percentuale automatica né un diritto alla cancellazione integrale. Il piano deve essere sostenibile e rispettare le regole sui crediti privilegiati e sulle alternative di soddisfacimento.

Nel caso dell’abitazione principale, inoltre, il Codice consente in determinate condizioni di prevedere il regolare pagamento delle rate future del mutuo ipotecario, evitando necessariamente la vendita della casa. È una possibilità che deve essere valutata sul caso concreto.

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